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Settori di Attività - Test Manager
Gli
ambienti di Test Manager sono costituiti da un insieme di tool
progettati per gestire in modo coerente tutte le componenti che
vengono a comporre una applicazione di test. In ultima analisi
i Test Manager gestiscono processi di eccitazione segnali ed acquisizione
dati dalle UUT specifiche che gestiscono. Le misure acquisite
sono analizzate alla luce di parametri di accettazione o di confronto
con stimoli noti e contribuiscono a compilare report che descrivono
l’integrità o meno della UUT stessa.
L’elemento rilevante di un sistema strutturato di Test Manager
è il fatto che tutte le operazioni sopra descritte vengono
ad essere svolte da moduli organizzati in una struttura gerarchica
che si pone l’obiettivo di ottimizzarne le prestazioni ed
il riutilizzo. Il livello più immediato fra i moduli presenti
consiste di “moduli codice” scritti nell’ ADE
(application development environment) prescelto per il progetto
in esame (LabVIEW, LabWindows CVI, Microsoft Visual Basic).
Per accedere al livello di controllo e di acquisizione dati dagli
strumenti e dalle interfacce di I/O disponibili questi “moduli
codice” accedeono a servizi o driver specifici (DAQmx, IVI,
NI-488). Il livello piu’ basso della architettura preved
i sensori e gli attuatori che si interfacciano direttamente alla
UUT.
SIDeA per i propri sistemi ATE utilizza
il prodotto TestSTAND della National Instruments
L’elemento centrale nella architettura NI TestSTAND è
costituito dall’ NI TestSTAND Engine, che e’ un potente
engine di test con struttura multi thread che si presenta agli
altri ambienti di programmazione attraverso una interfaccia ActiveX/COM
API. Questa interfaccia consente di poter accedere alle sue risorse
mediante un qualsivoglia linguaggio (o attraverso l’uso
contemporaneo di differenti linguaggi) e utilizzando le circa
1400 funzioni interne esportate.
L’engine gestisce in modo nativo il concetto di “test
limit” consentendo cosi di non dover sviluppare questa peculiarità
nel codice applicativo del sistema. Inoltre grazie al fatto che
il test dei limiti non risulta presente nel codice di test questo
consente di riutilizzare il codice stesso in differenti ambiti.
Inoltre l’engine presenta delle strutture interne di condizionamento
del flusso dei test analoghe alle strutture di flusso condizionato
di esecuzione di un qualsivoglia linguaggio.
L’astrazione tipica dell’NI TestSTAND Engine e’
ben descritta anche dal concetto di “process module”
che svolgono la funzione di disporre di una modularità
di livello superiore fra il codice di test e le funzioni di sistema
che questo richiama.
L’editor di sequenza fornisce un ambiente semplice ed intuitivo
(con la sua capacità di svilupparsi ed organizzarsi in
sottoparagrafi di test rispondenti tipicamente all’organizzazione
di un documento di collaudo) per lo sviluppo ed il debug delle
procedure di test che utilizzano i moduli sopra citati. Il processo
di debug comprende la gestione di breakpoint, single step, tracing,
display di variabili e di espressioni durante l’esecuzione.
Fra i passi di test assume particolare rilievo lo step definito
“Call Executable”, mediante cui risulta possible all’interno
di una procedura di test definire un host differente da quello
dove risiede l’interfaccia operatore dove far eseguire le
procedure di generazione stimoli o di acquisizione dati. Tipicamente
questo è il passo di test utilizzato ed alla base di sistemi
di tipo distribuito su di una rete locale.
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